La versione del tuo browser è obsoleta. Consigliamo di aggiornare il browser alla versione più recente.

PROTESTA DEI LAVORATORI DEL TEATRO BELLINI

Inviato 2018/09/05

di Sonia La Farina

Lavoratori teatro Bellini in protesta. Al grido “Madia subito” (applicazione della legge Madia che punta a ridurre il precariato nelle pubbliche amministrazioni) i lavoratori sono tornati a manifestare affinché venga loro riconosciuto il diritto al contratto a tempo indeterminato.

 

«Diritto maturato e mai affermato per inerzia della politica e di chi ha amministrato il teatro tenendolo negli anni in uno stato di perenne precariato e creando danni anche al teatro stesso», dichiara il segretario regionale del sindacato Snalv, aderente alla Confsal, Antonio Santonocito.

 

Dunque stamattina l’ennesima protesta davanti il teatro San Giorgi di via di San Giuliano, per chiedere un incontro con il sindaco Salvo Pogliese e con tutti i responsabili locali e regionali al fine di avviare la procedura per la stabilizzazione.

 

«C’è tempo fino alla fine di quest’anno – aggiunge Santonocito – e se la procedura non verrà avviata subito non ci sarà il tempo di concluderla e l’ultima speranza di stabilizzazione per i lavoratori potrebbe sfumare».

"Non ho potuto sempre dire tutto quello che volevo, ma non ho mai scritto quello che non pensavo". (Indro Montanelli)

 

"Io ho un concetto etico di giornalismo. Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza e la criminalità, impone ai politici il buon governo. Un giornalista incapace, per vigliaccheria o per calcolo, si porta sulla coscienza tutti i dolori umani che avrebbe potuto evitare, e le sofferenze, le sopraffazioni, le corruzioni, e le violenze che non è stato mai capace di combattere". (Giuseppe Fava)

 

"Il compito di un dottore è guarire i pazienti, il compito di un cantante è cantare. L’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede". (Anna Politkovskaja)

 

"Il giornale è la vita. Noi viviamo attraverso le vite degli altri. Smettere di fare i giornali equivarrebbe a smettere di vivere". (Vittorio Feltri)