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MATERASSI IN STRADA. PRESIDIO SOTTO LA PALAZZINA DI VIA CALATABIANO

Inviato 2019/01/27

di Sonia La Farina

Materassi in strada in segno di protesta. Si è tenuto poche ore fa, sotto la palazzina occupata di via Calatabiano, un presidio organizzato dagli abitanti dell’immobile e dai solidali.

Dopo infatti l’irruzione dello scorso venerdì della polizia all’interno dell’immobile, è scattata la solidarietà per le 36 persone che abitano lì dentro.
Alla manifestazione hanno aderito diverse associazioni, sindacati degli inquilini e semplici cittadini:

«un palazzo abbandonato da tempo – dichiara Marco, vicino di casa e solidale – che da quattro anni ha ripreso vita. Famiglie piene di buona volontà lo hanno ripulito, sistemato e si sono integrate in quartiere. In una città in cui non si ha un euro in cassa, non si può pensare a buttare le persone per strada».

«Abbiamo messo i materassi in strada perché rappresenta la nostra condizione di prima e quella in cui non vogliamo tornare – afferma Deborah, madre e abitante della palazzina – ringraziamo tutti quelli che ci stanno mostrando vicinanza, sappiamo di non essere soli. Non torneremo per strada».

 

 

 

"Non ho potuto sempre dire tutto quello che volevo, ma non ho mai scritto quello che non pensavo". (Indro Montanelli)

 

 

 

 

 

"Io ho un concetto etico di giornalismo. Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza e la criminalità, impone ai politici il buon governo. Un giornalista incapace, per vigliaccheria o per calcolo, si porta sulla coscienza tutti i dolori umani che avrebbe potuto evitare, e le sofferenze, le sopraffazioni, le corruzioni, e le violenze che non è stato mai capace di combattere". (Giuseppe Fava)

 

 

 

 

"Il compito di un dottore è guarire i pazienti, il compito di un cantante è cantare. L’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede". (Anna Politkovskaja)

 

 

 

 

 

 

"Il giornale è la vita. Noi viviamo attraverso le vite degli altri. Smettere di fare i giornali equivarrebbe a smettere di vivere". (Vittorio Feltri)