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LAVORATORI DEL TEATRO MASSIMO SUL TETTO DEL SANGIORGI IN SEGNO DI PROTESTA

Inviato 2019/05/06

di Sonia La Farina

Materassi gonfiabili in strada, circolazione bloccata, stato di agitazione.

È questa l’aria che si è respirata stamattina, al centro storico, quando i lavoratori precari del teatro Massimo Bellini hanno deciso di salire sul tetto del teatro Sangiorgi, dove ci sono gli uffici amministrativi del Bellini, in segno di protesta.

Lo stato di agitazione sarebbe scaturito a causa della precarietà a cui la politica li avrebbe condannati.

«Il problema è annoso – si legge nella nota – Nell’ultima riunione, l’assessore regionale Pappalardo aveva promesso la risoluzione entro poche settimane, invece è tutto fermo. Sono, inoltre, scaduti i contratti a tempo. I lavoratori sono a casa senza stipendio. Oltre il danno, poi, la beffa perché nei giorni scorsi sono state assunte una decina di persone per circa dieci giorni. Una scelta che i precari storici vivono come un affronto».

Sul posto il segretario regionale Snalv, Confsal Antonio Santonocito e i vigili del fuoco.

 

 

 

"Non ho potuto sempre dire tutto quello che volevo, ma non ho mai scritto quello che non pensavo". (Indro Montanelli)

 

 

 

 

 

"Io ho un concetto etico di giornalismo. Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza e la criminalità, impone ai politici il buon governo. Un giornalista incapace, per vigliaccheria o per calcolo, si porta sulla coscienza tutti i dolori umani che avrebbe potuto evitare, e le sofferenze, le sopraffazioni, le corruzioni, e le violenze che non è stato mai capace di combattere". (Giuseppe Fava)

 

 

 

 

"Il compito di un dottore è guarire i pazienti, il compito di un cantante è cantare. L’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede". (Anna Politkovskaja)

 

 

 

 

 

 

"Il giornale è la vita. Noi viviamo attraverso le vite degli altri. Smettere di fare i giornali equivarrebbe a smettere di vivere". (Vittorio Feltri)