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"IO NON FESTEGGIO. L'ITALIA NON E' LIBERA": LE TESTIMONIANZE DI UN'ALTRA FACCIA DELL'ITALIA

Inviato 2019/04/25

di Sonia La Farina

“Io non festeggio. L’Italia non è libera”. Oggi è la festa della Liberazione, e mentre stamattina in tanti sono scesi in piazza per partecipare alla manifestazione dell’Anpi, c’è chi non sta dalla parte dei partigiani e ritiene che non ci sia nulla da festeggiare in questa giornata.

sonialafarinanews ha deciso di dare spazio e voce anche a chi ritiene che alcuni partigiani non siano stati degli eroi. A coloro che in queste ore hanno postato sui social ricordi, documentazioni, foto e testimonianze di un’altra faccia dell’Italia.

Ecco alcune dichiarazioni:

«Una levatrice fu prelevata, con audace azione di guerra, mentre si recava ad assistere una partoriente, trascinata presso il comando partigiano, fu violentata da un numero imprecisato di eroici “combattenti per la libertà”, che poi la trucidarono, assassinandola tra tormenti atroci».

«Giuseppina Ghersi aveva 13 anni quando fu picchiata, stuprata e uccisa dai partigiani con l’accusa di essere al servizio del regime fascista. Scrisse un tema che la maestra inviò al Duce ottenendone i complimenti: questa la sua colpa. La mattina del 25 aprile 1945, fu sequestrata da tre partigiani, che le cosparsero la testa di vernice rossa e le vergarono la emme di Mussolini sulla fronte per essere poi esibita in pubblico. Fu pestata a sangue e violentata per giorni».

«I partigiani svaligiarono tutto il negozio di generi alimentari di mio nonno, rubarono tutto. Mia nonna incinta perse il bambino. Ricordo come mia nonna raccontava con dolore che fu un’azione di cattiveria, non fu certo per fame».

«L'eccidio di Malga Bala: sorpresi nel sonno, avvelenati, torturati ed infine tagliati a pezzi: fu questo il tragico destino di dodici giovani carabinieri, catturati dai partigiani nell’alto Friuli».

«Buongiorno sono P., nipote di una donna portata via con crudeltà nel 1945. Quella notte mia nonna si trovava a letto con mia mamma e mio zio, due partigiani bussarono alla porta ed entrarono.  Salirono in camera invitando la nonna a vestirsi davanti a loro perché dovevano portarla via. Da quella notte non si ebbero più notizie della nonna e dopo numerose ricerche il corpo non fu mai più trovato».

Queste e molte altre le dichiarazioni che circolano in queste ore sui social, mentre l’Italia festeggia la Liberazione.

Un’Italia, come sempre, divisa in due.

 

 

 

"Non ho potuto sempre dire tutto quello che volevo, ma non ho mai scritto quello che non pensavo". (Indro Montanelli)

 

 

 

 

 

"Io ho un concetto etico di giornalismo. Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza e la criminalità, impone ai politici il buon governo. Un giornalista incapace, per vigliaccheria o per calcolo, si porta sulla coscienza tutti i dolori umani che avrebbe potuto evitare, e le sofferenze, le sopraffazioni, le corruzioni, e le violenze che non è stato mai capace di combattere". (Giuseppe Fava)

 

 

 

 

"Il compito di un dottore è guarire i pazienti, il compito di un cantante è cantare. L’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede". (Anna Politkovskaja)

 

 

 

 

 

 

"Il giornale è la vita. Noi viviamo attraverso le vite degli altri. Smettere di fare i giornali equivarrebbe a smettere di vivere". (Vittorio Feltri)