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FESTIVAL SICILIANO DELLA FAMIGLIA: CATANIA DIVISA IN 2 TRA PROMOTORI E CONTESTATORI

Inviato 2019/06/03

di Sonia La Farina

Questo weekend, dal 7 al 9 giugno, si terrà nella città di Catania la seconda edizione del Festival Siciliano della Famiglia. Si tratta di un evento che, tramite workshop, seminari e attività culturali in piazza Università, hal’obiettivo di recuperare i valori della famiglia e considerarla una risorsa per lo sviluppo economico, culturale e sociale del territorio.

L’iniziativa è promossa dal Forum delle associazioni familiari della Sicilia e vede il supporto del Comune di Catania, 120 associazioni e le Università di Catania, Messina e Palermo.

Si legge nel manifesto del Festival: “Per Servire, Servire. I giovani e la famiglia, per rigenerare un sistema di valori al servizio della società!”.

In prima linea ci sarà il sindaco di Catania, Salvo Pogliese, che ha ricordato, nei giorni scorsi, come «la famiglia rappresenti la cellula fondamentale della società» e come sia importante l’iniziativa per le numerose occasioni di confronto «tra pubblica amministrazione ed enti locali, affinché si lavori in sinergia per continuare un percorso condiviso».

Il Festival vede, tuttavia, il disappunto le attiviste di Non Una di Meno Catania, che stamattina hanno manifestato all’interno di alcuni dipartimenti dell’Università con alcuni striscioni:

Ecco la nota delle ragazze inviata a www.sonialafarinanews.it:

«In una città al collasso, dove lo sfruttamento e la precarietà falciano qualsiasi possibilità di costruirsi un futuro e la mancanza di servizi sociali e per l’infanzia costringe le donne a farsi carico totalmente del lavoro aggiuntivo e gratuito di cura e accudimento di bambini, anziani e persone con disabilità – dichiarano le attiviste – questi signori trovano il tempo e i soldi per organizzare passerelle istituzionali continuando a ignorare del tutto i problemi che affrontiamo quotidianamente».

«Noi contestiamo il Festival – aggiungono – e la partecipazione di quei rappresentanti delle istituzioni locali e nazionali che si sono fatti promotori del DDL Pillon, hanno attaccato l’autodeterminazione delle donne di abortire, hanno tagliato la spesa sociale dedicata ai servizi alla persona, trasformato gli asili nido in un privilegio per pochi e monetizzato l’accesso a diritti essenziali come quello alla salute, alla casa e all’istruzione, continuando a voler imporre un modello di famiglia normativa e patriarcale».

 

 

 

 "Non ho potuto sempre dire tutto quello che volevo, ma non ho mai scritto quello che non pensavo". (Indro Montanelli)

 

 

 

 

"Io ho un concetto etico di giornalismo. Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza e la criminalità, impone ai politici il buon governo. Un giornalista incapace, per vigliaccheria o per calcolo, si porta sulla coscienza tutti i dolori umani che avrebbe potuto evitare, e le sofferenze, le sopraffazioni, le corruzioni, e le violenze che non è stato mai capace di combattere". (Giuseppe Fava)

 

 

 

 

"Il compito di un dottore è guarire i pazienti, il compito di un cantante è cantare. L’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede". (Anna Politkovskaja)

 

 

 

 

 

 

"Il giornale è la vita. Noi viviamo attraverso le vite degli altri. Smettere di fare i giornali equivarrebbe a smettere di vivere". (Vittorio Feltri)