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DIALOGO INTERRELIGIOSO: INCONTRI TRA CATTOLICI E MUSULMANI

Inviato 2019/04/06

di Sonia La Farina

Dialogo interreligioso: incontri tra cattolici e musulmani.

L’ordine Francescano secolare della zona S. Elisabetta d’Ungheria, in occasione dell’ottavo centenario dell’incontro di S. Francesco con il Sultano d’Egitto, ha organizzato una serie di incontri con la comunità musulmana presente a Catania, allo scopo di favorire la conoscenza reciproca e coltivare le relazioni con coloro che professano la fede islamica. In modo da riuscire a vivere più profondamente il dialogo con l’Islam.

Il primo di questi incontri, che culmineranno a settembre con la Celebrazione a livello cittadino del Centenario del profetico incontro di Damietta, si è svolto il 4 aprile nella Chiesa di S. Maria della Guardia a Catania.

Le Fraternità Ofs della città e della zona hanno accolto e ascoltato Kheit Abdelhafid, Iman della Moschea della Misericordia di Catania, presidente della Comunità Islamica di Sicilia e membro del direttivo dell’Unione delle Comunità Islamiche d’Italia.

Kheit ha presentato i pilastri, le caratteristiche e gli aspetti peculiari della fede musulmana, toccando anche i tratti più controversi. Alla presentazione dell’Iman ha fatto seguito un dibattito su temi come la e shari'a, il jihad, il perdono, la predestinazione, il ruolo delle scuole coraniche, le relazioni tra Stato e autorità religiose nei paesi di tradizione musulmana.

«È stata un’esperienza unica di conoscenza e fraternità – riportano nella nota – che ha fatto comprendere l’importanza e la necessità del dialogo interreligioso, in sintonia con il magistero di Papa Francesco, costruito sul "molto" che ci unisce».

Gli incontri preparatori proseguiranno durante il mese del Ramadan e nel mese di giugno, con incontri in Moschea tra le fraternità francescane e la comunità islamica.

 

 

 

"Non ho potuto sempre dire tutto quello che volevo, ma non ho mai scritto quello che non pensavo". (Indro Montanelli)

 

 

 

 

 

"Io ho un concetto etico di giornalismo. Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza e la criminalità, impone ai politici il buon governo. Un giornalista incapace, per vigliaccheria o per calcolo, si porta sulla coscienza tutti i dolori umani che avrebbe potuto evitare, e le sofferenze, le sopraffazioni, le corruzioni, e le violenze che non è stato mai capace di combattere". (Giuseppe Fava)

 

 

 

 

"Il compito di un dottore è guarire i pazienti, il compito di un cantante è cantare. L’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede". (Anna Politkovskaja)

 

 

 

 

 

 

"Il giornale è la vita. Noi viviamo attraverso le vite degli altri. Smettere di fare i giornali equivarrebbe a smettere di vivere". (Vittorio Feltri)