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VIAGGIO NEI QUARTIERI DI CATANIA: INTERVISTA CON IL PRESIDENTE DELLA V CIRCOSCRIZIONE, ANGELO PATANE' DI FEDE

Inviato 2018/11/17

di Sonia La Farina

Negli ultimi 5 mesi si è parlato tanto della nuova amministrazione comunale, del nostro sindaco Salvo Pogliese, degli assessori e del consiglio.

Dei quartieri e delle 6 circoscrizioni invece si conosce ben poco. Per questo sonialafarinanews ha deciso di parlare con chi nei prossimi 5 anni amministrerà le circoscrizioni etnee.

Con coloro che realmente vivono e affrontano i problemi delle loro circoscrizioni. Stiamo parlando dei presidenti.

A cominciare questo percorso nei quartieri della nostra città, il presidente della V circoscrizione (Rapisardi – Nesima – San Leone – Monte Po): l'avvocato Angelo Patanè Di Fede.

Presidente come ha trovato i quartieri alla sua nomina e quanto è stato fatto in questi primi 5 mesi?

«La circoscrizione all'atto dell'insediamento si presentava in una condizione di stasi perché a maggio si era interrotta l'attività del precedente consiglio e c'erano le prime avvisaglie di un cambio di gestione della raccolta dei rifiuti. I quartieri si presentavano poco puliti e con poca manutenzione. Il cambio di rotta è avvenuto a settembre con la composizione del nuovo consiglio e con l'insediamento della nuova attività di rifiuti, la Dusty, che ha fatto importanti interventi di riqualificazione e di bonifica di alcune macroaree come Nesima e Monte Po. Tra i lavori: l'eliminazione di eternit dalle strade e la messa in sicurezza di alberi pericolosi in alcune scuole. L'opera più importante è stata riasfaltare completamente il viale Mario Rapisardi, da piazza Marconi fino a al tratto che incrocia via Armiraglio Caracciolo».

Soffermiamoci appunto sul viale Mario Rapisardi. Uno dei problemi più rilevanti è l’abusivismo: è possibile trovare una soluzione a questa situazione?

«Il contrasto all'abusivismo è un problema che la città si porta da anni e credo che un'unica soluzione non ci sia. Io penso che debba avvenire un cambio culturale nei cittadini, perché la presenza degli abusivi c'è in quanto c'è gente che acquista dagli abusivi. E quello che spinge a comprare dagli abusivi è il prezzo basso. Oltre a maniere coercitive, cioè le classiche multe agli abusivi, si potrebbe provare a premiare gli esercenti che pagano regolarmente le tasse. Ovvero defiscalizzare gli esercenti che operano nella legalità, in modo che così loro possano abbassare i prezzi ed essere più competitivi e i cittadini possano acquistare nei loro negozi».

Il viale Mario Rapisardi è anche luogo di forte traffico e di parcheggio “selvaggio”: come pensa di risolvere il problema della circolazione e del posteggio in doppia fila?

«Anche qui il problema è culturale: si tende ad andare proprio sotto il negozio per fare gli acquisti. Una soluzione sarebbe mettere parcheggi a pagamento così che le macchine posteggiate per settimane andrebbero via e quindi i parcheggi sarebbero più liberi. Un'altra soluzione è portare i cittadini ad utilizzare sempre meno la macchina e più i mezzi pubblici».

A proposito dei mezzi pubblici: durante l’intervista con il presidente dell’AMT, Giacomo Bellavia, si è parlato del BRT2 che unirebbe il viale Mario Rapisardi con il centro storico: cosa ci dice a riguardo?

«Verrà realizzato il BRT2, progetto dell'AMT, su cui il presidente Giacomo Bellavia sta fortemente lavorando: un'opera epocale per un viale che da anni ha vissuto nel caos e nella scarsità di linee urbane».

Passiamo al quartiere Nesima. Con l’avvocato Bellavia abbiamo parlato della Metro e delle poche possibilità di parcheggio: a suo avviso come si può fronteggiare il problema?

«Non mi ha mai entusiasmato la Metro. Lo dico con una certa consapevolezza, anche se potrei sembrare impopolare. Lo dico perché la Metro è organizzata con pochi parcheggi scambiatori che sono collocati in una parte della circoscrizione utile solo ai pendolari che vengono dai comuni limitrofi. Ma certamente chi abita al viale Mario Rapisardi o al Corso Indipendenza non va verso la stazione Metro di Nesima: se deve prendere la macchina va direttamente al centro. Inoltre la Metro sarebbe stata utile se fosse stata realizzata anni fa, quando Catania centro era ricca di negozi e di attività commerciali. La lentezza nel realizzare questa infrastruttura e la mancanza di parcheggi al centro hanno fatto proliferare i centri commerciali, più utili per i consumatori perché dotati di comodi parcheggi. E quando mi dicono che in 4 anni la Metro ha superato un milione di passeggeri, per me è un fallimento. Ci sono città dove una linea fa un milione di passeggeri in una settimana. Non voglio paragonare Catania ad altre città più grandi, ma troppo poco per giustificare un opera di questo tipo».

Parliamo di San Leone, da sempre quartiere problematico. Cosa ha riscontrato?

«A San leone i problemi più gravi sono la disoccupazione e la mentalità assistenzialista dei residenti. Si tratta di cittadini che sono stati assistiti da quando sono nati, con una casa popolare che è stata assegnata loro di diritto. Torniamo indietro nel tempo per capire meglio: San Leone e San Berillo sono nate dal fatto che San Berillo vecchio fu raso al suolo per creare il corso Sicilia. Tutti gli abitanti furono trasferiti a San Berillo nuovo e a San Leone. A loro lo Stato, che abbatté le case e i negozi, diede nuove abitazioni e nuove attività commerciali. E questa situazione si riversa ancora oggi in una forma di totale assistenzialismo da parte di queste persone la cui cultura è quella che tutto è dovuto. Loro non vogliono progredire, non vogliono lavorare, per non perdere la casa popolare e i sussidi. Di conseguenza ci sono tanti disagi economici, sociali e poca scolarizzazione».

Altro quartiere problematico è Monte Po. Da anni arrivano segnalazioni sulle grosse difficoltà della zona: il manto stradale dissestato o le strade sporche. Come si sta lavorando?

«Monte Po è considerato il quartiere "dormitorio" di Catania, non ci sono attività commerciali, a parte un tabacchino, una pasticceria e un chiosco. Non c'è un supermercato o un negozio di abbigliamento. Le strade sono sporche e messe male. Il Comune purtroppo, quando aveva le risorse per investire sul rifacimento del manto stradale, si è speso su altro. Non voglio entrare in polemica con i predecessori, ma pensare che si possa risolvere con la bacchetta magica in un momento in cui siamo in dissesto, è difficile. Naturalmente però le buche e le voragini vengono regolarmente tappate e messe in sicurezza».

Sempre a Monte Po, in questi giorni, si sta lavorando per la realizzazione della nuova stazione Metro con cariche di microesplosivo: come vi siete organizzati, soprattutto con i residenti del quartiere, per evitare qualsiasi tipo di pericolo?

«Noi come circoscrizione non abbiamo competenze su quello che viene fatto in un lavoro appaltato con imprese specifiche che probabilmente hanno visto che con il carico di microesplosivo impiegano meno tempo per questo tipo di lavoro. Noi non possiamo fare altro che aiutare i residenti».

E adesso alcune domande da parte dei residenti della V circoscrizione:

Un abitante del viale Mario Rapisardi chiede: come mai in questa circoscrizione non è ancora stata avviata la raccolta differenziata?

«La Dusty, la ditta che è subentrata adesso e che ha un appalto ponte di 4 mesi ha iniziato con avviare un processo di raccolta differenziata nella zona centrale della città dove già si svolgeva ma veniva fatta male. Adesso, invece, si cerca di stimolare le persone con attività premiali, quali bonus in spesa e in soldi se si conferisce nelle isole ecologiche. Il problema della nostra circoscrizione è l'assenza delle isole ecologiche. Quindi il residente non andrà mai a conferire al viale Tirreno. Bisognerebbe realizzare anche qui un isola ecologica oppure obbligare ogni condominio a dotarsi di cassonetto della raccolta differenziata, multando il condominio che non la applica, come sta avvenendo in alcuni comuni limitrofi, come Misterbianco e Gravina».

Un'altra domanda proviene da un residente di Monte Po' e riguarda proprio il comune limitrofo Misterbianco. Monte Po' è spesso discarica per i cittadini di Misterbianco che invece di effettuare la raccolta differenziata, gettano qui la spazzatura. È già stato affrontato il problema?

«È un dazio che paghiamo appunto perché non facciamo la differenziata. Per cui il cittadino che proviene dai paesi e che non vuole fare la differenziata, quando deve scendere a Catania apre il cofano della macchina e riversa sui cassonetti più vicini la spazzatura. Si sta cercando di entrare in sinergia con questi comuni. La soluzione ci sarà quando avvieremo il porta a porta in tutta la città, quando scompariranno i cassonetti e i cittadini di Misterbianco saranno costretti a fare la loro raccolta differenziata».

Prima di salutare, ringraziandolo, l'avvocato Angelo Patanè Di Fede, ecco altre due domande che verranno poste anche ai presidenti delle altre circoscrizioni.

Presidente, come si trova con l'opposizione?

«Specifico che il mio consiglio è costituito in maniera anomala perché vi fanno parte 4 consiglieri del centro-sinistra, un consigliere del Movimento Cinque Stelle, 4 del centro-destra e me (centro-destra). Siamo in pareggio, non ho una maggioranza. Siamo l'unica circoscrizione con questa anomalia probabilmente determinata da un errore della commissione elettorale. Questo non si sta riverberando in una incapacità a deliberare. Finora siamo stati d'accordo su tutte le proposte presentate, perché c'è un forte senso di responsabilità anche da parte dei componenti dell'opposizione».

Il dissesto del comune di Catania si ripercuote in tutte e 6 le circoscrizioni. La mancanza di fondi come sta colpendo il suo operato?

«Con il dissesto verranno meno i servizi volti al cittadino e quelli che saranno più colpiti saranno soprattutto le fasce più deboli. Non saranno appaltati grossi lavori pubblici e si lavorerà solo sulla ordinaria amministrazione. Il dissesto si ripercuoterà sulle attività sportive, culturali, nelle scuole, negli asili, nei servizi per gli anziani o per i disabili. Da un punto di vista morale inoltre mi sta colpendo tantissimo, perché pensare che tutto quello che stiamo cercando di fare forse non sarà finanziato crea sconforto».

"Non ho potuto sempre dire tutto quello che volevo, ma non ho mai scritto quello che non pensavo". (Indro Montanelli)

 

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