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VIAGGIO NEI QUARTIERI DI CATANIA: INTERVISTA CON IL PRESIDENTE DELLA III CIRCOSCRIZIONE, PAOLO FERRARA

Inviato 2018/11/23

di Sonia La Farina

Continua il viaggio nei quartieri di Catania. Dopo l'intervista con il presidente della V circoscrizione, Angelo Patanè Di Fede, sonialafarinanews si sposta nelle zone centrali della città, nella III circoscrizione (Borgo – Sanzio). Scopriamo quali sono le problematiche di queste macroaree insieme al presidente Paolo Ferrara.

Presidente come ha trovato i quartieri alla sua nomina e quanto è stato fatto in questi primi 5 mesi?

«Al momento dell'insediamento abbiamo trovato un'emergenza rifiuti in tutta la circoscrizione. Le strade erano sommerse dalla spazzatura, perché la società precedente ritirava i rifiuti ogni 3 o 4 giorni e i cittadini erano infuriati. Con l'attuale società, la Dusty, non ci sono più questi problemi. Un'altra grande questione che abbiamo risolto, e che persisteva da 3 anni, riguarda i camion della raccolta differenziata di piazzale Sanzio. Siamo riusciti a rimuoverli. In pratica accadeva che i piccoli gasolini prendevano la spazzatura e la travasavano nei camion grandi del piazzale, causando una situazione non sopportabile e indecorosa per gli abitanti della zona che erano costretti a sentire tutta la notte i rumori. Senza trascurare la mancanza di pulizia a causa dei rifiuti che cadevano a terra. Adesso lo sversamento viene effettuato nei pressi della stazione degli autobus in un punto dove non ci sono case e senza causare sporcizia grazie ai mezzi nuovi della Dusty. Ciò che è invece da implementare è lo spazzamento delle strade e su questo stiamo lavorando».

Uno dei problemi più rilevanti è la forte presenza di extracomunitari al semaforo di via Vincenzo Giuffrida che cercano, anche insistentemente, di vendere qualcosa o di lavare i vetri delle macchine. È possibile risolvere definitivamente questo problema? E come?

«Noi come circoscrizione, oltre che segnalare la problematica ai vigili urbani e cercare di avere presenze di pattuglie nella zona, non possiamo fare molto altro. Ho cercato di sensibilizzare gli organi superiori, perché è un problema sia di decoro, essendo la zona una delle porte della città, che, naturalmente, di sicurezza».

L’abbattimento del ponte del Tondo Gioeni e la realizzazione della fontana hanno forse intensificato ancora di più il traffico della zona. Da pochi giorni è in vigore una nuova disciplina del traffico in via Caronda, proprio per migliorare la viabilità. Il senso di marcia di via Palazzotto era stato modificato e poi nuovamente ricambiato. Spieghiamo meglio ai cittadini cosa sta accadendo.

«Chiarisco infatti questo punto: noi come consiglio di quartiere abbiamo richiesto l'apertura della via Caronda in doppio senso lungo tutto il percorso, quindi anche dal tratto da via Fimia a via Ingegnere. Non potendo infatti continuare a scendere la via Caronda, le macchine imboccavano via Palazzotto e questo comportava parcheggio abusivo in via Caronda, che è una strada più larga, e intasamento nella stretta via Palazzotto. Siamo riusciti ad ottenere questo nuovo senso di marcia. Invece, il Comune, di sua iniziativa, aveva approvato il cambio di viabilità di via Palazzotto (a salire). Ma già dal primo giorno abbiamo riscontrato alcuni problemi, quindi il Comune ha subito riportato la via Palazzotto a scendere. Ma preciso che il cambio di marcia di via Palazzotto non era stata una nostra richiesta».

Altre zone caratterizzate dal forte traffico sono il Corso delle Province e le vie limitrofe: si sta lavorando anche in queste aree?

«Al momento non abbiamo particolari iniziative. Il mio auspicio è rimuovere dal Corso delle Province le rotonde messe dall'amministrazione Bianco e non volute né da noi né dai cittadini. Noi infatti ci eravamo opposti e ci tengo a precisare che nella passata amministrazione i consigli di quartiere, ma anche quello comunale, non venivano mai ascoltati. Queste rotonde sono costate anche tanto. Ora si sta studiando se, rimuovendole, è possibile snellire il traffico del Corso delle Province».

Parliamo di Vulcania, sede anche della circoscrizione: è un’area abbandonata a se stessa da parecchi anni. È possibile intervenire?

«Su Vulcania dobbiamo distinguere la parte privata dalla parte pubblica. In quest'ultima sono stati fatti molti lavori con la passata amministrazione: è stata ampliata l'area giochi, è stato realizzato un campo da basket, è stata sistemata la rete cani. In questi mesi, è stata fatta una potatura di tutti gli alberi, l'erba viene quotidianamente tagliata e la pulizia viene effettuata. Da potenziare è l'illuminazione e ho già segnalato il problema. Riguardo la parte privata, questa è abbandonata perché la maggior parte delle botteghe è sotto amministrazione giudiziaria. Questo abbandono ha portato la presenza di senzatetto e di degrado. Io ho attivato dei contatti con società private per fare ripartire il centro. Aspettiamo. Intanto garantisco che la pulizia è costante e la messa in sicurezza sarà fatta».

Via Etnea e via Umberto sono state per anni centro del commercio catanese. La crisi e il proliferare dei centri commerciali hanno “ucciso” molti dei negozi etnei. È possibile riportare queste vie ai tempi di allora?

«Per quanto riguarda la ripresa del commercio è in corso una collaborazione con l'assessore Ludovico Balsamo. Abbiamo parlato di alcune iniziative, come organizzare delle fiere in strada, ma la mancanza di fondi non aiuta. Ci stiamo lavorando. Il problema del commercio al centro è dovuto al fatto che nei centri commerciali si parcheggia facilmente e gratuitamente. Una mia iniziativa è di favorire il raggiungimento delle attività commerciali anche senza bisogno dell'auto, ma tramite i mezzi urbani, con il potenziamento degli autobus e con l'utilizzo della metropolitana. Una mia proposta è stata quella di valorizzare anche le attività tra via Gabriele D'Annunzio e piazza Rosolino Pilo, istituendo una navetta che possa partire da piazzale Sanzio, raggiungere via Gabriele D'Annunzio e risalire da via Etnea».

Da sempre tutte queste vie del centro sono state addobbate a festa in vista del Natale. Con il dissesto si respirerà aria natalizia?

«Una notizia che ho tramite l'assessorato è che probabilmente quest'anno non sarà possibile addobbare neanche via Etnea. Quindi, non solo nelle strade secondarie ma probabilmente, nemmeno la principale. Ma siamo in una situazione in cui non stanno percependo lo stipendio nemmeno i dipendenti comunali, a causa del dissesto».

Parliamo appunto del dissesto: la mancanza di fondi come sta colpendo il suo operato?

«Stiamo riuscendo a svolgere l'ordinaria amministrazione, il problema riguarderà la programmazione a lungo raggio. Spero che la città possa ripartire presto, perché Catania non merita questo scempio che ha ricevuto in questi anni».

Presidente, prima di salutarla e ringraziandola, poniamo a lei come agli altri presidenti anche quest’ultima domanda: come si trova con l'opposizione?

«L'opposizione deve far il suo lavoro, ma deve essere un'opposizione costruttiva, cioè fare presente ciò che non va e soprattutto dare alternative e risposte. Noi in consiglio abbiamo 3 consiglieri del centro-sinistra e uno del Movimento Cinque Stelle. Al momento l'opposizione è costruttiva perché sta collaborando al buon governo della città».

"Non ho potuto sempre dire tutto quello che volevo, ma non ho mai scritto quello che non pensavo". (Indro Montanelli)

 

"Io ho un concetto etico di giornalismo. Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza e la criminalità, impone ai politici il buon governo. Un giornalista incapace, per vigliaccheria o per calcolo, si porta sulla coscienza tutti i dolori umani che avrebbe potuto evitare, e le sofferenze, le sopraffazioni, le corruzioni, e le violenze che non è stato mai capace di combattere". (Giuseppe Fava)

 

"Il compito di un dottore è guarire i pazienti, il compito di un cantante è cantare. L’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede". (Anna Politkovskaja)

 

"Il giornale è la vita. Noi viviamo attraverso le vite degli altri. Smettere di fare i giornali equivarrebbe a smettere di vivere". (Vittorio Feltri)