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SICUREZZA E DECORO URBANO: L'ORDINANZA DI SALVO POGLIESE, TRA PROTESTE E PROPOSTE

Inviato 2018/07/05

di Sonia La Farina

Sicurezza e decoro urbano: l’ordinanza del sindaco Salvo Pogliese, tra proteste e proposte.

Ha suscitato polemica e scalpore l’ordinanza 89 del 4 luglio 2018 firmato dal neo-sindaco Salvo Pogliese riguardante la sicurezza e il decoro nel centro storico etneo.

L’ordinanza prevede «il divieto di bivacco nelle zone del centro cittadino, il divieto di consumare alcolici fuori dai pubblici esercizi regolarmente autorizzati e il divieto di detenere e utilizzare strumenti idonei all’imbrattamento di immobili e arredi urbani. Previste multe dai 50 ai 300 €».

Un’ordinanza che a molti cittadini che operano nel sociale non piace, come Catania Bene Comune e la Fondazione Ebbene.

Matteo Iannitti di Catania Bene Comune scrive, infatti: «crediamo che sia sbagliato affrontare il grave disagio sociale che vive una parte di cittadini esclusivamente come problema di ordine pubblico o di decoro urbano. O criminalizzare l’atteggiamento di chi consuma delle bevande senza essere seduto al tavolino di un locale. Chiediamo la revoca dell’ordinanza 89 e l'avvio di azioni volte alla creazione di un dormitorio comunale, al rafforzamento dei servizi sociali, all’aumento dei bagni pubblici e a un controllo del territorio che tuteli i soggetti più vulnerabili e privi di risorse economiche».

«Nonostante ne comprenda la necessità di fronte ad una vera e propria “invasione” e “aggressione del territorio”, non credo che il tema della tutela dei poveri e dei derelitti possa essere gestito da un'ordinanza sindacale. Serve ricostruire la rete di protezione sociale. Senza dimenticare che i soggetti che bivaccano sulla pubblica via sono persone alle quali l’amministrazione comunale, in rete con le strutture e le forze associative del territorio, deve dare risposte concrete», aggiunge Edoardo Barbarossa, di Fondazione Ebbene.

Ma Salvo Pogliese specifica: «Avevo preso l’impegno di dare una risposta alla esigenza di sicurezza prospettata in maniera accorata dai residenti del centro storico, insieme ai gestori e agli avventori dei locali. La risposta è arrivata nella riunione di ieri del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, nel corso della quale ho illustrato l’ordinanza che vieta il bivacco nelle strade del centro e sanziona l’imbrattamento dei monumenti storici. C’è chi vive situazioni di oggettiva difficoltà, e va tutelato e aiutato; ma per chi sporca, imbratta, rende invivibile la vita dei residenti e degli esercenti, non ci possono essere scusanti. Si tratta di un provvedimento che è già stato sperimentato con successo in altre città (Roma, Firenze, Trieste, solo per citarne alcune), Patrimonio dell’Umanità come la nostra, che ci allinea ad un sistema di regole indispensabile per garantire vivibilità e tutela del nostro patrimonio del centro storico. Catania stava per diventare ritrovo degli sbandati di mezza Europa proprio per il suo disordine e la carenza di regole, che finalmente ora ci sono a garanzia e tutela delle persone civili che vogliono legittimamente vivere in un contesto ordinato e regolato, senza per questo fare venire meno i doveri di solidarietà che noi come istituzione abbiamo».

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