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INTERVISTA ESCLUSIVA CON IL PRESIDENTE DELL'AMT, GIACOMO BELLAVIA. IN ANTEPRIMA I DETTAGLI DELLA PRIMA CONFERENZA STAMPA CHE SI TERRA' LUNEDI'

Inviato 2018/10/25

di Sonia La Farina

È il nuovo presidente dell’AMT. È stato nominato lo scorso 5 ottobre e in soli 20 giorni ha già raggiunto importanti traguardi. Ha scelto di parlare della partecipata del Comune di Catania su sonialafarinanews.it in esclusiva prima della conferenza stampa che si terrà lunedì mattina in via Sant’Euplio.

Stiamo parlando dell’avvocato Giacomo Bellavia, neo-presidente dell’Azienda Metropolitana Trasporti Catania.

Presidente, innanzitutto congratulazioni per questo suo nuovo incarico. Da 20 giorni è già a lavoro e ha effettuato alcuni incontri, tra i quali quello con i sindacati.

Un incontro conoscitivo, ma durante il quale (è notizia di ieri) è stato revocato lo sciopero di domani.

«Sì. Dopo la riunione con i sindacati, su richiesta del nuovo CDA è stato revocato lo sciopero che la Faisa Cisal aveva rivolto nei confronti del Comune di Catania. La Faisa Cisal ha infatti compreso che il nuovo CDA si è appena insediato e che si sta già adoperando per risolvere le criticità aziendali. Esprimo dunque apprezzamento per il gesto di distensione e sono consapevole che solo attraverso la concertazione con le parti sociali e la piena sinergia con Comune e Regione si potranno affrontare e risolvere i problemi del trasporto pubblico».

Tra i problemi del trasporto pubblico, il primo non può non riguardare i continui ritardi degli autobus, dovuti alla scarsità di mezzi. Avete già potenziato il servizio con l’acquisto di 42 mezzi. Quando arriveranno? Il personale dipendente sarà sufficiente per fornire il giusto servizio?

«Sabato scorso ho fatto l’atto e in questa settimana sto immatricolando e facendo i collaudi. La prossima settimana verranno spediti i nuovi mezzi da Avellino a Catania e nel giro di 10 giorni saranno in strada. Questo è un importante traguardo perché, oggi, gli autobus che escono sono solo 70, mentre dovrebbero uscirne 110/120. Ciò comporta i ritardi di cui si parla. Ma con questi nuovi 42 mezzi, con i 28 che saranno pronti a giugno e i 30/40 che arriveranno entro dicembre 2019, avremmo, nel giro di un anno, un autoparco totalmente nuovo. Riguardo il personale: attualmente è sufficiente, ma ogni anno molti lavoratori vanno in pensione, quindi stiamo valutando di fare delle nuove assunzioni con la vecchia graduatoria».

I ritardi sono dovuti anche all’eccessivo traffico etneo. Si sta lavorando per creare altre corsie preferenziali che possano unire le periferie al centro storico come il BRT?

«Io sono un grande fautore del BRT. Quando 5 anni fa Raffaele Stancanelli lo promosse sono stato favorevole. Tuttavia l’amministrazione Bianco bloccò il BRT1 e l’iniziativa del BRT2 e BRT3. Ma  qualche giorno fa l’attuale amministrazione ha approvato il rilancio del BRT1 e l’avvio delle altre due linee. Una che percorrerà il viale Mario Rapisardi, l’altra che collegherà aeroporto e Librino con il centro storico. Si tratta appunto di linee veloci, per collegare punti strategici con il centro città».

Nei giorni scorsi è stato siglato un accordo tra AMT, Università, Comune e Metro, che prevede il servizio gratuito di bus e metropolitana per gli studenti universitari. Che riscontro ha avuto in queste prime settimane?Può precisare perché gli studenti viaggiano gratuitamente rispetto ad altri cittadini?

«Un ottimo riscontro, perché consente agli universitari, quindi ai giovani, di accostarsi alla cultura della mobilità sostenibile. L’AMT non fa altro che fornire gli abbonamenti a prezzo agevolato che vengono pagati dalla stessa Università. Quindi è bene chiarire che l’Azienda Metropolitana Trasporti fa viaggiare gratuitamente gli studenti, e magari altri cittadini no, perché è stato l’Ateneo a comprare i relativi abbonamenti per gli universitari. Il prezzo è agevolato perché si tratta di un grosso numero di abbonamenti: 40mila».

Avete in programma altre iniziative?

«Sì. Abbiamo in programma un’integrazione con la Metropolitana. Anche se ancora siamo lontani dal concetto di piena integrazione come nelle altre città».

A tale proposito le rivolgo alcune domande fornite dai lettori di sonialafarinanews.it.

Un ragazzo ha scritto: “passando dalla metro di Nesima ho notato una notevole affluenza, ma poche possibilità di parcheggio. Si è già interfacciato con il presidente della 5ª circoscrizione Angelo Patanè per fronteggiare il problema?”

«Mi sono interfacciato con l’avvocato Patanè e a breve infatti faremo un consiglio di quartiere per parlare anche di questo problema. L’AMT gestisce tanti parcheggi, questo di Nesima purtroppo è uno di quelli che funziona meno. Ma è una cosa che si può risolvere. Si riallaccia appunto al discorso che facevo prima riguardo l’integrazione con la Metropolitana».

Un ciclista domanda: “a Catania ci alcune iniziative sulla mobilità sostenibile come “lungomare liberato”, l’azienda AMT è pronta ad affrontare i cambiamenti necessari per un buon servizio in tal senso? Per esempio sarà possibile trasportare sul bus la propria bicicletta?”

«Abbiamo già incontrato alcuni gruppi di ciclisti. Al momento i sindacati lamentano che il trasporto della bici sul bus potrebbe creare problemi di sicurezza. Io vorrei provare a mettere a disposizione alcuni mezzi in via sperimentale, per vedere se effettivamente ci sono problemi di sicurezza e di gestione e se ce n’è un reale utilizzo. Io sono favorevole, ma è da organizzare per bene».

Ringraziamo dunque l’avvocato Giacomo Bellavia, presidente dell’AMT, per questa intervista inedita. E augurandogli un buon lavoro, non possiamo non porgli la seguente domanda:

Ci sono state alcune polemiche riguardo questo nuovo CDA. Cosa può dirci?

«Dico solo che nel 2013, quando Raffaele Stancanelli perse le elezioni e fu nominato sindaco Enzo Bianco, il giorno stesso si sono dimessi tutti. A livello di correttezza è stato dato il massimo. È ovvio che con una nuova amministrazione ci siano dei cambiamenti. È ovvio che la nuova amministrazione voglia indicare persone che ritiene capaci e di fiducia. La trovo una cosa normalissima».

"Non ho potuto sempre dire tutto quello che volevo, ma non ho mai scritto quello che non pensavo". (Indro Montanelli)

 

"Io ho un concetto etico di giornalismo. Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza e la criminalità, impone ai politici il buon governo. Un giornalista incapace, per vigliaccheria o per calcolo, si porta sulla coscienza tutti i dolori umani che avrebbe potuto evitare, e le sofferenze, le sopraffazioni, le corruzioni, e le violenze che non è stato mai capace di combattere". (Giuseppe Fava)

 

"Il compito di un dottore è guarire i pazienti, il compito di un cantante è cantare. L’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede". (Anna Politkovskaja)

 

"Il giornale è la vita. Noi viviamo attraverso le vite degli altri. Smettere di fare i giornali equivarrebbe a smettere di vivere". (Vittorio Feltri)