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CARTELLONI PUBBLICITARI KORE RIMOSSI E COPERTI DAGLI STUDENTI UNIVERSITARI

Inviato 2018/07/17

di Sonia La Farina

“Non sembra neppure Sicilia”. Si legge così nei cartelloni pubblicitari della Kore di Enna, esposti nelle vie cittadine, che hanno causato, nei giorni scorsi, grandi polemiche.

Stanotte la protesta degli studenti universitari che hanno rimosso e coperto i manifesti.
«Fuori la Kore dalla Sicilia», recitano gli striscioni appesi dagli studenti che, in una nota, spiegano il motivo della loro protesta.

«Da troppo tempo la Sicilia è assoggettata a politiche predatorie e saccheggiatrici, è così in tutti gli ambiti politici ed economici, il tutto a discapito della popolazione - si legge nella nota - Siamo una terra dalla quale si traggono innumerevoli risorse ma ci torna indietro sempre e solo deficit e debito. Tra chi maggiormente risente della condizione socioeconomica a cui siamo stati costretti, ci siamo noi giovani: abbiamo il più alto tasso di disoccupazione giovanile e centinaia di migliaia di giovani che ogni anno emigrano».

«La fuga dalle università del sud sposta capitale umano che poi viene messo a valore al nord - continuano i ragazzi - Soldi e giovani che il sud e la Sicilia perdono e che non avranno mai più indietro, neanche in forma di finanziamenti pubblici: di fatto, sulla base dei criteri di immatricolazioni e merito, gli investimenti verso i nostri atenei non hanno fatto che diminuire a favore di quelli del nord. Un circolo vizioso questo che rende meno attrattive le nostre università. Un problema solo formale, visto che sostanzialmente la nostra formazione è pari se non migliore a quella di qualsiasi altro studente proveniente dal Nord».
«Lo slogan pubblicitario ideato dalla Kore - concludono - è riprovevole per la retorica coloniale con cui ci somministrano le informazioni e che ci vuole sempre più discriminati, pregiudicati e inferiori. Abbiamo scelto di esporci e non tacere più, ribadendo che chi pensa di venire in Sicilia a fare il suo unico profitto, denigrando noi e la nostra terra può benissimo andare via».

"Non ho potuto sempre dire tutto quello che volevo, ma non ho mai scritto quello che non pensavo". (Indro Montanelli)

 

"Io ho un concetto etico di giornalismo. Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza e la criminalità, impone ai politici il buon governo. Un giornalista incapace, per vigliaccheria o per calcolo, si porta sulla coscienza tutti i dolori umani che avrebbe potuto evitare, e le sofferenze, le sopraffazioni, le corruzioni, e le violenze che non è stato mai capace di combattere". (Giuseppe Fava)

 

"Il compito di un dottore è guarire i pazienti, il compito di un cantante è cantare. L’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede". (Anna Politkovskaja)

 

"Il giornale è la vita. Noi viviamo attraverso le vite degli altri. Smettere di fare i giornali equivarrebbe a smettere di vivere". (Vittorio Feltri)