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SCRITTRICE NELL'ANIMA. INTERVISTA CON MARIELLA MANGANARO, MAMMA E DOCENTE DAL CUORE CREATIVO

Inviato 2018/09/05

Redazionale di Sonia La Farina

È trascorso quasi un anno da quando ho intrapreso l’avventura di sonialafarinanews.it. Un anno in cui sono state tante le soddisfazioni, tra le quali, quella più grande, l’affetto dei miei lettori. Tra loro, da tempo, mi ero accorta di una persona, una donna, una docente. Una mia ex docente delle scuole medie che, tra un like, un commento positivo, un augurio, leggeva con entusiasmo i miei articoli.

Così un giorno ho voluto “sbirciare” nella sua bacheca, notando che una fiaba da lei scritta aveva vinto un concorso creativo. Non ci ho pensato due volte a contattarla per chiederle un’intervista.

Un’intervista diversa stavolta, non il consueto redazionale ad un personaggio catanese famoso. Sì, perché stavolta non si tratta di una scrittrice con alle spalle anni di pubblicazioni.

Ma chi l’ha detto che per essere scrittrici è necessario pubblicare tante opere?

Si è scrittrici, e “artisti” in generale, nell’anima. Nel cuore.

Quindi oggi parliamo semplicemente di una mamma, di una docente di lettere, di una persona dall’animo poetico, dal cuore creativo, che da giovanissima ha iniziato a scrivere fiabe, racconti e poesie, soprattutto per i suoi figli. Parliamo di Mariella Manganaro, mia ex professoressa, ritrovata dopo tanti anni grazie al nostro comune amore per la lettura e per la scrittura.

«Ho amato la lettura e la scrittura sin da ragazzina – dichiara Mariella – un po’ per indole, un po’ per fortuna, perché ho avuto validi insegnanti che hanno saputo instillarmi questa passione e l’esempio di mio nonno che scriveva poesie. Conservo ancora il mio diario personale, in cui annotavo le mie preoccupazioni, i miei sogni e anche alcuni versi. Era un modo per fermare sulla carta certe emozioni, per comprenderle e imparare a gestirle. Poi quando sono diventata mamma, intrattenevo i miei figli raccontando ripetutamente le fiabe della tradizione, ma loro mi chiedevano storie nuove, così ogni sera ne inventavo una per farli contenti».

Tantissimi i racconti, le fiabe, i pensieri scritti in questi anni. Ma mai pubblicati. Ecco perché: «la creazione di fiabe, poesie e racconti finora ha assolto solo la funzione di allietare i miei figli e di distrarmi dai problemi della vita. La scrittura infatti allevia le tensioni e permette di elaborare gli eventi negativi».

Ma dopo tanti anni, una delle sue fiabe riposte nel cassetto, ha preso luce tramite un concorso creativo. Si tratta della fiaba “La bambina e la gemma preziosa” che si è classificata tra le prime dieci opere vincitrici. «La fiaba “La bambina e la gemma preziosa” – racconta – ha una protagonista che si allontana da casa per esplorare il mondo ma, ad un certo punto, si trova in difficoltà. Grazie al suo coraggio e ad un aiutante, riesce a fare ritorno in famiglia, più ricca di esperienze e di amore. I protagonisti delle fiabe sono avventurosi, ci insegnano ad essere coraggiosi e ad amare».

 

Coraggiosa proprio come lei, come Mariella, che qualche anno fa ha dovuto affrontare un periodo difficile, a causa di un problema di salute. Un evento che l’ha spinta ancora di più a scrivere. «La lettura e la scrittura – spiega Mariella – ci permettono di prendere le distanze da ciò che ci provoca tristezza, dolore e paura. Come sosteneva Hillman, il linguaggio delle emozioni è fatto di immagini e di metafore, come quello delle fiabe. Esse pertanto fanno bene ai bambini ma anche agli adulti che si rimettono in contatto con il “fanciullino” che è in loro. Nella narrazione si può trovare un supporto alla sofferenza e al disagio che generano le prove della vita. La forza più grande si trae dalla fede in Dio e dai Suoi doni: l’affetto delle persone care, la bellezza del creato, la creatività nelle sue varie forme».

Creatività in tutte le sue forme, che Mariella non smetterà mai di coltivare: «continuerò a coltivare la creatività soprattutto in classe con i miei alunni – conclude la nostra prof – sollecitandoli a manifestare i loro talenti, in attesa di un altro concorso creativo...».

"Non ho potuto sempre dire tutto quello che volevo, ma non ho mai scritto quello che non pensavo". (Indro Montanelli)

 

"Io ho un concetto etico di giornalismo. Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza e la criminalità, impone ai politici il buon governo. Un giornalista incapace, per vigliaccheria o per calcolo, si porta sulla coscienza tutti i dolori umani che avrebbe potuto evitare, e le sofferenze, le sopraffazioni, le corruzioni, e le violenze che non è stato mai capace di combattere". (Giuseppe Fava)

 

"Il compito di un dottore è guarire i pazienti, il compito di un cantante è cantare. L’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede". (Anna Politkovskaja)

 

"Il giornale è la vita. Noi viviamo attraverso le vite degli altri. Smettere di fare i giornali equivarrebbe a smettere di vivere". (Vittorio Feltri)